In fondo, è la tensione dall’attesa e la certezza che qualcosa di bello sta per accadere, che uno va cercando.
Ricordo l’avvicinamento al giorno di Santa Lucia quando ero bambino. Si poteva chiedere più o meno qualunque cosa per Santa Lucia. Non tutto poi arrivava, però era bello perché avevo esattamente in mente quello che volevo. Non era una sorpresa pura, come al compleanno, era più un desiderio ragionato. Immaginavo quel giocattolo, lì davanti ai miei occhi e avevo un’idea esatta di cosa volevo farne. Gli ultimi giorni erano i più faticosi. Spingevo il tempo a scorrere veloce, per anticipare il momento tanto atteso.

Oggi fermo su questo sentiero, osservo la montagna che voglio salire. La guida con la relazione, aperta in una mano. L’indice dell’altra indica un punto esatto della fotografia. Lì, dove passa quella sottile linea rossa che indica la via. Gli occhi scrutano la parete e cercano il modo di ridisegnare quella linea.

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All’inizio è difficile, poi è un attimo. Un dettaglio consente di sovrapporre la fotografia del libro alla realtà. La linea rossa magicamente si disegna sulla roccia. Ora è tutto chiaro, riparto.
Gli ultimi metri sono i più faticosi. Accelero il passo per spingere il tempo a scorrere più veloce, per anticipare il momento tanto atteso.

Ecco il primo fittone, con il nome della via scritto a mano da chissà chi. Santa Lucia ha portato quello che desideravo.
L’avvicinamento è terminato: ora inizia il divertimento.

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(Zuccone dei Campelli – Fessura Comici)

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